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Michel Godard
Michel Godard
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RASSEGNA STAMPA

Date

marzo 2008

From

Sound

Title

MICHEL GODARD & GAVINO MURGIA

Author

GF

Lo scorcio finale dell'anno appena chiuso ci ha regalato uno dei più rilevanti lavori di incontro tra culture (nel segno del jazz, comunque si voglia intendere la definizione) che ricorderemo a lungo. Michel Godard è il Signore della tuba - ottone che, agli albori del jazz, aveva il ruolo del basso.
Ma è soprattutto uno specialista di musica antica francese, eseguita sul serpentone, lo strumento ligneo che della tuba è progenitore diretto.
Murgia, una delle più belle voci di basso della Sardegna, a sua volta è pure un superbo suonatore di sax soprano. L'incontro, a partire da due complementari amori per la "tradizione", sortisce undici scintille di tenebrosa bellezza, un viaggio che piacerà anche a chi ha frequentato certe parallele avventure di Garbarek. Walter Quintus manipola e fa convergere i suoni in una terra di nessuno di maestosa gravità, il "deep" del titolo. E' vero, come dice George Russell, che certi musicisti conoscono il segreto del suono primordiale.

Date

27/09/2005

From

Jazzit

Title

MICHEL GODARD COUSINS GERMAINS

Author

Gianmichele Taormina

Musicista dal divertente appeal, costantemente a caccia delle più disparate collaborazioni che spesso lo hanno condotto nel nostro paese, Michel Godard - quarantacinque anni e una lunghissima discografia alle spalle - si ripropone stavolta alla testa di un ensemble "tedesco" (ma in realtà con presenze austriache e francofone), costituito da quattro fiati con vibrafono e marimba. Questi ultimi due innesti consentono alla colorazione della musica un aspetto differentemente folklorico a dispetto di altre sonorità cui spesso Godard ci ha abituati. Certo, il ( funky poderoso, lo spavaldo groove da brass band, gli arrangiamenti per fiati egregiamente distribuiti, restano presenti e attivi all'interno del bel programma. Ma le dinamiche offrono in aggiunta, proprio per la varietà dei temi e delle calde atmosfere che rimandano ai sapori antillani delle ( steel drums , un aspetto ancor più energico e curioso. Il leader poi, esprime la consueta e simpatica ironia, incastonata in un discorso melodico che predilige il contrappunto tra i vari fiati. La fanno da padrone gli straordinari Wolfgang Puschnig e Christof Lauer che si alternano in solismi da brivido, su territori a loro congeniali, mentre la morbida tuba e l'aggraziato serpentone, contraddicendo la loro ingombrante mole fisica, aggiungono suggestive invenzioni alle originali partiture.

Date

10/09/2005

From

Alias - Il Manifesto

Title

Cousins Germanis - Gustoso

Author

Mario Gamba

Ecco che questo cd viene a farci visita col suo bel jazz scorrevole, semplice, affascinante, convincente. Visite in apertura evoca il celeberrimo Conference of the Birds (Holland-Braxton-Rivers-Altschul, Ecm, 1973) e, insomma, l'atmosfera è quella: lirica, sognante, ricercata, ritmicamente distesa. Godard con la sua tuba si limita spesso a un puntuale sostegno «tipo contrabbasso», a parte un bell'assolo in dialogo con la marimba di Franck Tortiller in Luna nera firmato dallo stesso Tortiller, che suona anche il vibrafono. Qui gli altri partner di Godard, campione delle più diverse avventure, tra le quali preferiamo quelle «avant-garde», sono Christof Lauer (sax soprano e tenore), Wolfgang Puschnig (sax alto e flauto), Herbert Joos (tromba), Wolfgang Reisinger (batteria). Tutti felici in una squisita occasione di far musica.

Date

09/09/2005

From

Il Venerdi' di Repubblica

Title

COUSINS GERMAINS

Author

Enzo Siciliano

Michel Godard suona la tuba in questo album CamJazz e ha raccolto alcuni amici con il proposito di dare risalto a quelle famiglie miste in cui ogni individualità è lasciata fiorire piuttosto che cancellata. Tale è il jazz, in effetti. E il gioco, con i sax, la tromba e il flugelhorn, la marimba e il vibrafono, le batterie, tutto tessuto di impeccabili squisitezze, vale la candela.

Date

09/09/2005

From

The Guardian

Title

Cousins Germains - 4 Stars out of 5

Author

John Fordham

Michel Godard studied the trumpet for years before giving it up in favour of the huffing tuba - so some might have concluded that the trumpet world got a little hot for him, and he opted for an instrument that few improvise on instead. But Godard's live and recorded work doesn't back that suspicion up. He just seems charmed by the sound of big, fat instruments (he also plays that many-coiled 17th-century wooden monster, the serpent) and has a remarkable talent for making them sound lithe and graceful. Godard has been to the UK with Lebanese musician Rabih Abou-Khalil's band, and recently released an album of tuba duets with Dave Bargeron - on which they both sounded impossibly fleet on flat-out jazz classics such as Giant Steps and Donna Lee.

Cousins Germains features Godard with five partners from the German contemporary jazz scene, including Carla Bley's alto saxophonist, Wolfgang Puschnig, and the vastly experienced tenor player Christof Lauer. Godard's tuba, therefore, takes on a more supportive role on a programme largely composed by him and his partners - though his gentle, weaving lines are always audible. Godard has played classical music as well as jazz, and tracks such as the mid-tempo Visite, with its distant tuba ostinato entwined with glossy vibraphone lines and the two saxophones similarly embracing, have a baroque contrapuntal symmetry. Nutty's Cousin is an accelerating groover that turns into a showcase for the vibes and marimba player Franck Tortiller and for Lauer's raunchy tenor sax; the group does a free-improv reprise of it as a follow-up. Trumpeter Herbert Joos, playing so softly as to barely disturb the air, floats along with Puschnig's flute, the tuba and the vibes on Sur l'Echelle des Sphères, which might almost have been the mysterious work of a Gil Evans band. And Godard's wistful duet with Tortiller on Luna Nera confirms how the Frenchman has brought a spontaneous emotional fragility to the tuba.

Puschnig unleashes some arresting flute fireworks, and the solo Pastorale is a faultlessly controlled reverie by Joos. Lauer's Mike Brecker allegiances emerge attractively on Le Feu et l'Eau, while Godard's duet with Tortiller on Beautiful Love may be the highlight of the set. The disc is like a joint programme by the Dirty Dozen Brass Band and Orchestre Baobab as covered by a meticulous but amiable group of hardcore jazzers.

Date

29/08/2005

From

www.jazzconvention.net

Title

Cousins Germains

Author

Simone Falgiatore

Michel Godard firma un album di quelli che restano impressi nella memoria e, rime a parte, perché no, anche nella storia. Affiancato da un quintetto di grande prestigio composto da una sezione di fiati, affidata all'estro di Wolfang Pusching, Herbert Joos e Christof Lauer, ed una sezione ritmica tenuta in piedi dalla batteria di Wolfang Reisinger e dal vibrafono di Franck Tortiller, Godard firma personalmente sette degli undici brani proposti, alternando suoni modernissimi e alquanto inusuali, a composizioni "dall'aspetto" più standard-classicheggiante. Sonorità sinistre, suoni striduli che premono il timpano ed esplodono nel petto; melodie nascoste nell'ombra che prendono forma gradualmente fino a raggiungere l'apice dell'armonia: questo è "Cousins Germains", ultima produzione a cura della CAM Jazz. "Visite" apre le danze in uno stile ballad assolutamente malinconico. Brush-set e vibrafono impegnato in evoluzioni armoniche catturate dal resto del sestetto che sale nell'aria stampando melodie dai tratti vagamente appartenenti alla saudade del sud del mondo.Estasi prima dell'esplosione e poi "Nutty's Cousins", antique-bop frizzante e modern groove shekerati con gusto assoluto. Si spazia dalla gioia musicale ad un sentimento molto più noir, una sorta di suspance che a dire il vero abita molti dei brani proposti. E' il caso di "Sur l'echelle des spheres", "Luna Nera","Pastorale", brani che rimandano alle luci della notte in cui la musica "s'annera" e cela segreti inaspettati. Sperimentalismo e tradizione portano a "Cross Culture", un brano in cui il flauto iniziale non può che catapultarci agli assoli di un eclettico Ian Andersond a capo degli storici Jhetro Tull.Assolutamente strepitoso, sempre a mio parere. Nonostante l'eccezionale classe dei sei, l'album risulta assolutamente equilibrato nonché privo di "prime donne" che tolgono la scena al resto delle presenti pur di primeggiare, E questo non è poco, soprattutto considerando l'inusuale formazione chiamata a gridare la propria anima musicale. Questa brass-band presa per mano dal magistrale talento di Godard genera arte allo stato puro, arrangiamenti senza confine che procreano brani impossibili da incasellare entro definizioni precise. Un moto perpetuo che passa in rassegna i più disparati stili musicali nel sacro nome della raffinatezza stilistica. Assolutamente strepitoso. Come sempre, buon ascolto!

Date

17/08/2005

From

www.rockshock.it

Title

Cousins Germains - 7,5/10

Author

Lorenzo Perferi

Cousins Germains è l'espressione vivente che il jazz contemporaneo non è solo virtuosismo, ma un'unione di eccelsi emotivi.

Per descrivere Cousins Germains è necessario un semplice termine tecnico, utilizzato però con la pienezza e la profondità del suo significato: collaborazione di artisti. E' proprio questo che il progetto guidato da Godard riesce a trasmetterci, una vera propria entità musicale costruita sinergicamente da ottimi artisti che si prodigano magnificamente per far si che le proprie peculiarità non siano solamente atto virtuoso, bensì strumento vitale per una musica evocativa e vibrante.

Tecnicamente è un progetto diretto da Michel Godard, musicista noto sia nell'ambito della musica jazz che in quello della musica classica. Godard vanta infatti infinite collaborazioni in entrambi i campi, per la classica ricordiamo quelle con l'Orchestra Nazionale di Francia o con l'Orchestra Filarmonica di Radio France, mentre nel jazz ha condiviso le proprie note con Portal, Taxier e con il nostro Enrico Rava.

Anche in questo lavoro i "collaboratori" sono davvero eccellenti, ma come ho accennato in precedenza, ciò che stavolta sorprende è il modo in cui riescono attraverso la loro unione a dare vita a ciò che interessa noi miseri ascoltatori, cioè l'emozione musicale. Ogni strumento svolge perfettamente il proprio ruolo, dalla batteria alla marimba, che magnificante sostengono l'humus di ogni pezzo e che con la loro precisione permettono a sax, trombe e serpentone, di liberarsi in voli emozionanti che permettono ad ogni brano di volare verso una allegria sincera.

Se dovessi racchiudere il colore di questo disco in un unico pezzo sceglierei sicuramente la sorridente Nutty's Cousin, che con uno spirito di quotidianità si muove attraverso temi e sonorità diversi, ma alternati con un'armonia perfetta. Forse è proprio questo che ci fa apprezzare questo lavoro, il fatto che riesca perfettamente a musicare la semplicità di giorni qualsiasi.

Date

13/07/2005

From

Il Settimanale

Title

COUSINS GERMAINS Michel Godard

Author

Massimo Biliorsi

Ecco una brass-band magistralmente condotta da Michel Godard, per un progetto totalmente acustico che ha splendide pagine come "Nutty's cousin" e "Beautiful love". Splendidi gli arrangiamenti per un lavoro che vede la presenza di Christof Lauer al sax soprano e tenore, Wolfgang Puschnig al sax alto e al flauto, di Herbert Joos alla tromba e al flicorno, di Franck Tortiller al vibrafono e marimba, nonché dello stesso Michel Godard alla tuba e al serpentone. Davvero bello scoprire strumenti particolari come la marimba e il serpentone.

Date

01/06/2005

From

www.16noni.it

Title

Godard: Cousins Germains

Author

Marco Del Vaglio

Vi sono artisti, pochi per la verità, che sfuggono ad una ben precisa classificazione, essendo in grado di primeggiare in diversi ambiti musicali. Uno dei rappresentanti più prestigiosi di questa categoria è sicuramente il francese Michel Godard. Nato nel 1960 nei pressi di Belfort, cittadina francese poco distante dall'Alsazia, ha iniziato molto presto a suonare uno strumento abbastanza inusuale come la tuba (e in seguito ha approfondito anche un suo antenato, il cosiddetto "serpente"). La sua versatilità gli ha permesso di spaziare dalla musica classica, con collaborazioni a prestigiose compagini come l' Orchestra Filarmonica di Radio-France, l' Orchestra Nazionale di Francia, l' Ensemble Musique Vivante, l' Ensemble Jacques Moderne, l'Ensemble Baroque La Venice e il quintetto di fiati Arban Chamber Brass, alla musica jazz, in qualità di componente, dal 1989 al 1991, all' Orchestre National de Jazz e suonando con artisti del calibro di Michel Portal, Henri Texier, Antoine Hervé, Kenny Wheeler, Rabih Abou Khalil, Wolfgang Puschnig, Pierre Favre, Enrico Rava. Ha inoltre formato, nel 1989, il gruppo "Le Chant du Serpent", con P. Deschepper (chitarra), J. F. Canapè (tromba e flicorno), J. Mahieux (batteria) e Linda Bsiri (voce). Completiamo questa breve biografia ricordando che Godard, ha inciso diversi cd, fra i quali due recentemente registrati all'interno del "Castel del Monte", celebre maniero fatto costruire da Federico II in terra pugliese.

Dopo aver cercato di inquadrare un'artista eclettico, il nostro discorso si sposta sulla sua ultima fatica discografica, "Cousins Germains", che ha di recente arricchito la collana jazz della C.A.M. Il titolo fa riferimento allo strepitoso quintetto di solisti, scelto da Godard per farsi accompagnare in questa esaltante avventura musicale che, oltre al connazionale Franck Tortiller (vibrafono e marimba), è formato dai tedeschi Christof Lauer (sax soprano e tenore) e Herbert Joos (tromba e flicorno) e dagli austriaci Wolfgang Puschnig (sax alto e flauto) e Wolfgang Reisinger (batteria). Un organico decisamente inusuale che, lungo i dieci brani che costituiscono il cd, in gran parte composti da Godard, offre una varietà di suoni e colori incredibili. Infatti, da una parte abbiamo la tuba, la batteria e il vibrafono, che dettano i tempi, dall'altra i due sassofonisti ed il trombettista, che si producono in assoli eccezionali, dove i loro strumenti emettono suoni inimmaginabili, nel pieno della tradizione del jazz moderno, che presenta notevoli contiguità con la musica classica contemporanea. Ma, pur essendo tutti dei numeri uno nel loro campo, gli strumentisti non tendono mai a sopraffarsi, dimostrando un perfetto affiatamento. La loro abilità è utilizzata per dare vita ad un'esecuzione di grande equilibrio, che fornisce un risultato finale che può essere definito, con un vocabolo mai come in questo caso appropriato, fortemente sinergico.

Ritornando ai brani del cd, sono tutti estremamente interessanti e dotati di grande originalità. Fra essi ricordiamo "Nutty's Cousin", indicativo del continuo evolversi di sonorità, talora inaspettate, che oscillano continuamente fra moderno e classico, mettendo in evidenza le potenzialità del singolo solista, "Cross Culture", scritto da Puschnig, dove ritmi di varie provenienze si alternano e si fondono in un crogiolo musicale di grande efficacia. Particolarmente originali "Luna Nera" e "Beautiful Love", che presentano un inedito duetto fra il serpente e la marimba, mentre "Alla Ciaccona" chiude il disco con l'ennesima splendida performance dell'intero sestetto. In conclusione "Cousins Germains" rappresenta un cd di notevole fattura, che va ad impreziosire un catalogo già di per sé ricchissimo come quello della collana jazz della C.A.M.
 
 
 
 
 
 
 
Godard biografia
 

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